Meine Kunst im Bereich Performance-Installation

Meine künstlerische Arbeit besteht hauptsächlich in der Entwicklung eines in erster Linie interdisziplinären Diskurses, der seinen Ursprung in der traditionellen Beziehung zwischen Maler und Modell hat, sich jedoch gleichzeitig zu einer neuen künstlerisch dynamischen Form entwickelt, die auf der „intuitiven Interaktion“ des Künstlers mit seinem „Subjekt“ basiert.

Im Wesentlichen handelt es sich hierbei um einen offenen Dialog (Gegenüberstellung) unter Künstlern und unterschiedlichen Kunstformen. Eine davon, sicherlich nicht weniger wichtig als die der bildenden Kunst (vertreten durch den Maler), ist die Kunstform, die das Modell/Performerin und die Musik/Musikers verkörpern. Es ist die Dimension der darstellenden Kunst, die essentielle Integration zur Entwicklung eines Diskurses, an dessen Ende nicht nur das Endergebnis, die „Spur/statisches Bild“ steht, sondern auch und vor allem das Erlebte und der in Echtzeit gezeigte kreative Prozess „Performance“.

Neben dem stilistisch interdisziplinären Grundkonzept steht die konzeptionelle und subjektive Idee, das „Thema“ und das „Ziel“ der Aktionen.

Der Schwerpunkt dieser Aktionen liegt auf der persönlichen Entwicklung in den Beziehungen und der Emotionalität der beteiligten Künstler. Er basiert vornehmlich auf der zwischenmenschlichen Erfahrung und auf der auf den verschiedenen Wahrnehmungsebenen entstandenen Kommunikation.

Wie in einem alchemistischen Prozess, der „Transmutation“, laufen die zahlreichen progressiven und untereinander verbundenen Aktionen nach einer Art vorbestimmtem Schema ab. Dabei entwickeln sie, in engem Bezug zu der Persönlichkeit und der individuellen Emotionalität der Teilnehmer, einen eigenen und ausgefallenen Charakter.

In diesem Fall wird der angestrebte „Stein der Weisen“ durch eine immer größere Annäherung und Harmonisierung der „gegensätzlichen Pole“ dargestellt, wie zwischen: männlich und weiblich, bildende und darstellende Kunst, Beobachter und beobachtetes Subjekt, statisches Bild und Bewegung, Analyse und Intuition, Bewusstes und Unbewusstes, innere und äußere Welt, Realität und Fiktion, Kunst und Leben. Ein Entwicklungsprozess, der durch einen aktiven und offenen Dialog sowohl die individuellen, wie auch die Grenzen der Disziplinen untereinander schrittweise aufhebt (dynamische Komplementarität).

Das Aktionsfeld ist eine Art alchemistisches Labor, vorwiegend in Form eines Ateliers, einer Kunstgalerie oder eines Theaters für modernen Tanz, ohne damit zahllose alternative mögliche „locations“ ausschließen zu wollen.

Es ist das ästhetische und praktische Ziel, eine von echten Emotionen geprägte Form der Unterhaltung mit ausgefallener Ästhetik zu schaffen und besondere Bilder aus grafischen und malerischen Spuren als Zeugnisse der Aktionen entstehen zu lassen.

Enrico Pietracci, bildender Künstler

La mia arte

Il mio processo artistico, consiste principalmente nello sviluppo di un discorso dal carattere prevalentemente interdisciplinare che prende l'avvio da una forma particolare del tradizionale rapporto pittore-modella. Rapporto che pur mantenendo parte dei suoi caratteri peculiari e riferimenti archetipici si sviluppa al contempo in una nuova forma artistica dinamica basata sulla “interazione intuitiva” dell'artista con il suo “soggetto”.

Nella sostanza, si tratta di un dialogo (confronto) aperto fra artisti e forme di arte diverse, una delle quali, non certo meno importante di quella figurativa (rappresentata dal pittore), è quella incorporata dalla modella/danzatrice e dalla musica/musicista che è la dimensione teatrale e performativa, integrazione essenziale per lo sviluppo di un discorso che comprenda, tra i suoi obbiettivi, non solo il risultato finale “traccia/immagine statica”, ma anche e sopratutto il processo creativo vissuto e mostrato in tempo reale “performance”.

Oltre all'idea basilare stilistica interdisciplinare, c'è quella concettuale e soggettiva, “tema” e “scopo” delle azioni.

Il tema principale di queste azioni, riguarda direttamente, il percorso evolutivo relazionale ed emozionale degli artisti coinvolti, basato principalmente sull'esperienza interpersonale e la comunicazione.

Come in un processo alchimistico di “trasmutazione”, le molteplici azioni progressive e collegate fra loro, si svolgono su di una sorta di schema prestabilito, nel quale, vengono comunque a sviluppare un carattere proprio ed originale, in rapporto stretto con la personalità ed emozionalità individuale dei partecipanti.

L'agognata “pietra filosofale”, in questo caso, è rappresentata da un sempre maggiore avvicinamento ed armonizzazione dei “poli opposti” come: maschile e femminile, arte figurativa e arte drammatica, osservatore e soggetto osservato, immagine statica e movimento, analisi ed intuizione, conscio ed inconscio, mondo interiore e mondo esteriore, realtà e finzione, arte e vita. Un processo evolutivo che attraverso un dialogo attivo ed aperto è rivolto all'annullamento graduale dei confini disciplinari ed individuali (complementarità dinamica).

Il campo d'azione è una sorta di laboratorio alchimistico, che prende prevalentemente la forma occasionale di un atelier, una galleria d'arte o di un teatro di danza moderna, senza escludere innumerevoli possibili “Location” alternative.

L'obbiettivo estetico e pratico è quello di offrire una forma di intrattenimento con una sua estetica ed emozionalità particolari, nonché nel creare immagini originali, costituite dalle tracce grafiche e pittoriche testimonianza delle azioni.

Enrico Pietracci